Quando e come Amonix ha effettuato la transizione alla tecnologia delle celle multigiunzione?

Il settore dell’energia fotovoltaica da tempo cerca di superare i limiti sull’efficienza posti dalle celle solari al silicio, che diventano molto inefficienti quando vengono esposte alle condizioni estreme della luce solare concentrata. Nel 1989, l’Electric Power Research Institute (EPRI), organismo di ricerca per molte centinaia di utility statunitensi, si è rivolto a Amonix per risolvere il problema della stabilizzazione delle celle solari. Grazie alla sua lunga esperienza nel settore dei materiali semiconduttori, Amonix è riuscita a stabilizzare una cella solare al silicio in condizioni di concentrazione. Ulteriori ricerche hanno condotto allo sviluppo della cella solare al silicio ad area di contatto sulla giunzione posteriore, che è stata alla base degli impianti CPV di Amonix per molti anni. Nel 2005, Amonix ha sviluppato la cella solare al silicio più efficiente del mondo (efficienza del 27,6% in condizioni di concentrazione) e l’ha costruita in un ambiente commerciale – prima azienda del settore.



Dopo anni di successi nello sviluppo delle celle solari al silicio e molte generazioni di impianti CPV, Amonix ha iniziato la transizione all’uso delle celle solari multigiunzione, sviluppate originariamente per l’uso nelle condizioni avverse dell’ambiente spaziale; Amonix ha iniziato a provarle nel 2000, quando si è aggiudicata vari contratti di ricerca per il loro adattamento all’uso terrestre in impianti fotovoltaici a concentrazione. Oggi, le celle solari multigiunzione hanno efficienza superiore al 40% in applicazioni terrestri – l’efficienza più alta del settore. Sostituendo le celle solari al silicio con celle multigiunzione, Amonix ha conseguito la massima uscita energetica nei propri impianti CPV.

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